giovedì 10 dicembre 2009

CON IL CAPPELLO IN MANO

Ultimamente mi è capitato spesso di andare al bar e di non ricevere lo scontrino o da un professionista e non ricevere la fattura. Si chiama evasione, ne più ne meno. Il problema è che l'idea che se ne ha è lontana, sfuggente, come i soldi che questi signori non versano all'Erario. Ed è difficile per chi come me vive con 1200 euro al mese rifiutare una prestazione che invece che 100 costa 80 senza la fattura. Perchè alla fine del mese sono soldi che pesano. Poi improvvisamente mi è venuto in mente che è il modo in cui si visualizza questo furto che mi fa pensare al subito, al bisogno immediato. Si, perchè se da domani, invece che alla mia convenienza immediata riuscirò a pensare che ogni volta che qualcuno non fa uno scontrino o una fattura mi sfila letteralmente dei soldi di tasca allora potrò anche trovare il coraggio di stringere ancora di più la cinghia e di dirgli di no, che io quella fattura la voglio. Perchè il 20% di quei soldi altrimenti me li ruba comunque. E li ruba a me, e non alla società intera, ma a me. E nel peggiore dei modi, me li ruba in servizi, in beni, in posti nelle graduatorie negli asili nido e in sconti nelle rette dell'università. E allora forse è questo il modo in cui dovremmo tutti noi guardare ai disonesti in giacca e cravatta, agli imprenditori evasori, a quelli che fanno "il nero", a quelli che si comprano la macchina e poi la fatturano all'azienda. Dovremo esser capaci, da domani, di vedere in lui un ladro che ci ruba letteralmente dei soldi di tasca. E li ruba a noi. E non andremo più con il cappello in mano a farci fare un'elemosina indegna, in un paese civile.

www.leonardopagliazzi.blogspot.com

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