venerdì 26 febbraio 2010

LETTERA APERTA ALL'ON. GIOVANARDI

Buongiorno,

come lei l'altra sera ho visto la puntata di ANNOZERO dedicata al problema droga. Ho letto poi il suo giudizio a riguardo. Credo francamente che sia estremista, quasi TALEBANO definire quella puntata della trasmissione di Santoro "Una fumeria d'oppio". Lei è, come noto, un proibizionista convinto ma non sta qui il problema. Quella dell'altra sera non è stata neanche una gran puntata, scontata e noiosa, ma il nodo della questione è che chi ricopre il suo ruolo, se non sbaglio lei è responsabile del dipartimento per la lotta alle tossicodipendenze, dovrebbe essere capace di ascoltare anche chi come lei non la pensa, soprattutto perchè le dipendenze in genere sono un argomento complesso. Oltretutto il consumo delle droghe, soprattutto di quelle sintetiche e della cocaina, è in vertiginoso aumento nel nostro paese e le vostre politiche proibizioniste non mi pare che abbiano messo un freno al fenomeno. Le forze politiche che siedono in parlamento, a volte all'opposizione a volte in maggioranza, sono le stesse da almeno quindici anni e nessuno è riuscito ad arginare l'onda bianca. Io fossi in lei qualche dubbio che crepi la mia granitica convinzione ce l'avrei. Ma a lei niente la scalfisce mai. Se fossimo in un paese come l'Afganistan per le sue convinzioni abbraccerebbe volentieri una mitraglietta. Lei è, contro ogni aspettativa estetica, una persona violenta. Ed è delle persone come lei che quelli di buonsenso dovrebbero avere paura.

Saluti,

Leonardo Pagliazzi

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