martedì 25 gennaio 2011

IL VERO CUORE DELL'ITALIA

Ho aspettato molto prima di scrivere questo post perchè ho avuto bisogno di chiarirmi un pò le idee. L'argomento è quello che è successo alla FIAT, tutti ne anno parlato: Marchionne, che della FIAT è amministratore delegato, ha imposto prendere o lasciare un contratto nuovo alla maggior parte degli stabilimenti in Italia compreso quello più importante, Mirafiori. Non uno qualunque, quello di Torino. L'intera classe dirigente del paese ha messo sulle spalle dei 5000 e rotti dipendenti di quello stabilimento la responsabilità di decidere il futuro stesso delle relazioni industriali, sapendo che, con il rischio di perdere il lavoro, avrebbero accettato quello che gli è stato imposto. La responsabilità, in realtà, sarebbe tutta della politica e delle forze sociali, ma nessuno, tranne pochissimi politici e la FIOM si è fatto sentire o ha preso posizioni a riguardo per non dover poi giustificare di essere, alla fine di tutto, dalla parte sbagliata, dalla parte di chi ha perso. Io sono un anarchico ed ho, per questa classe politica, un avversione che rasenta l'odio, e da eterno realista ho pensato, fino alle votazioni da parte dei dipendenti sul contratto proposto da FIAT, che quei dipendenti, fra prendersi tutta sulle spalle quella responsabilità e il proprio posto di lavoro avrebbe scelto, giustamente, quest'ultimo. So cosa vuol dire lavorare in fabbrica, l'ho fatto per anni in un'azienda metalmeccanica in linea su tre turni. So cosa vuol dire avere i minuti contati per andare a pisciare e so cosa vuol dire lavorare la notte. Però, anche a queste condizioni pensavo che i SI a quell'accordo sarebbero stati la stragrande maggioranza. Sta di fatto che quelle operaie e quegli operai hanno deciso diversamente. Hanno deciso che qualcuno quella responsabilità se la doveva pur prendere ed hanno deciso di poter essere forti e maturi per farlo loro. L'hanno fatto eroicamente, contro tutti ed i NO sono stati tantissimi (sulle linee la maggioranza). Ho provato per loro, per quel loro gesto di orgoglio un amore profondo. Ho sentito una gran voglia di abbracciarli, uno per uno ,tutti, anche quelli che hanno votato SI. Ho sentito che intorno a loro si può ricreare quel poco di condivisione civile che possa risollevare le sorti di questo nostro povero e bistrattato paese. Ho sentito, perchè lo provo ogni giorno anche io sulla mia pelle, che è nei luoghi dove il pane si suda davvero che batte il vero cuore dell'Italia.

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