mercoledì 13 luglio 2011

COESIONE UN CAZZO - Lettera aperta al Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano

Negli ultimi giorni si sono susseguiti gli appelli delle personalità più importanti (politici, imprenditori, banchieri) alla calma e alla coesione dopo i giorni di fibrillazione dei mercati finanziari. In un paese dove la classe dirigente negli ultimi 20 anni ha corrotto, speso, distrutto, creato sistemi di potere illeciti, speculato, andata a braccetto con mafiosi e camorristi e dove, a parte qualche rarissimo caso, nessuno dentro al parlamento e dentro alle grandi aziende è disposto a sacrificare un pò del tanto che ha fa quanto meno sorridere un appello di questo tipo. Parafrasando un famosissimo film di Pieraccioni verrebbe da dire: coesione un cazzo. Vorrei dirvi, cari appartenenti alla classe dirigente, che potrete chiedere coesione intorno alle scelte che farete quando vi sarete dimezzati gli stipendi (che per certi dirigenti aziendali arrivano a cifre da capogiro), quando le auto blu in questo paese saranno non più di 10, quando andare dal barbiere vi costerà intorno ai 10 euro, come tutti e quando andrete in pensione a 65 anni con almeno 40 di contributi, come tutti. E come tutti farete la fila all'autogrill e pagherete di tasca e rifiuterete che ci siano benefattori sconosciuti che vi pagano casa. Allora e solo allora potrete venire a chiederci un pò di coesione, ma soltanto un pò e solo per misure eque e giuste che non vadano a colpire sempre gli ultimi. Perchè altrimenti, come le altre volte da 20 anni a questa parte, sembrerà che invece che coesione vorreste accettazione supina, magari a 90 gradi per continuare a fare i vostri porci comodi con il nostro lato B, con la differenza che forse, questa volta, non ci troverete ben disposti.

Cordialmente....

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