domenica 6 novembre 2011

GENOVA

Genova ferita. Le immagini che corrono sullo schermo parlano di qualcosa che, per chi conosce la città, era più che annunciato. Scontato quasi. La città è in ginocchio e subito è iniziato lo scaricabarile intorno alle responsabilità, alle competenze, al dolo. Come sempre in Italia non è colpa di nessuno. Genova è una città splendida benchè la sua bellezza rimane nascosta ai più che per un motivo o per un altro passano di lì per un approccio troppo spesso superficiale. Per chi come me, che genovese non è, ha avuto la fortuna di poterla "vivere" a pieno per un periodo di tempo relativamente lungo è una città che ti rimane nel cuore, come spesso sanno fare solo le città di mare. Fa male vederla così, adesso. Una cosa però ha saputo scaldarmi il cuore. A Genova, tra i primi volontari arrivati a dare una mano ci sono i cassintegrati dell'ILVA. In un paese dove ormai tutto ha un prezzo, dove puttane e saltimbanchi, guitti e scribacchini affollano le corti romane e milanesi alla ricerca di un osso come i cani, dove si cerca sempre di compiacere il più forte invece di combatterlo per poi sputare sul cadavere quando qualcun'altro riesce a farlo cadere ecco che sono gli ultimi a rendere questo momento più dignitoso. Uno di quei ragazzi quando gli hanno chiesto perchè ha risposto "E' una cosa normale, io adesso ho il tempo per aiutare e sono giovane e soprattutto ho la speranza. Se non lo facciamo noi, chi altri può farlo?". Come sempre sono le persone normali che in Italia, nei momenti peggiori, sono capaci di rendere giustizia e dignità all'intero paese.

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