domenica 27 novembre 2011

VOCABOLARI VATICANI

E' successo che Papa Benedetto XVI abbia nuovamente esternato a proposito del Matrimonio, dichiarando: "Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria, o addirittura sostitutiva del matrimonio. Mostrate con la vostra testimonianza di vita che è possibile amare, come Cristo, senza riserve, che non bisogna aver timore di impegnarsi per un’altra persona” . Devo dire che per una volta Ratzinger mi trova d'accordo. Credo anche io infatti che se tu vuoi avere dei diritti civili devi essere capace di esternare in modo ufficiale davanti alla tua comunità l'impegno che ti prendi con un'altra persona. Non sopporto le coppie di fatto, soprattutto non sopporto la possibilità di legiferare a parte per questo genere di coppie. Credo che se vuoi dei diritti i tuoi obblighi non possano essere solo morali. Il problema è che il Papa si perde per strada l'universalità del diritto. In poche parole, il Matrimonio deve essere la fonte del diritto civile, ma deve necessariamente essere accessibile a tutti, mentre lui ed i legislatori italiani (che spesso si adoperano per compiacerlo) si sono dimenticati di una fetta impotante di cittadini: gay, lesbiche, transgender (e più in generale le unioni formate da coppie fuori dal genere così come lo si concepisce normalmente). E questa si chiama discriminazione. Forse in Vaticano usano un dizionario di italiano diverso dal mio.

Nessun commento:

Posta un commento