domenica 8 febbraio 2015

JE SUIS CHARLIE HEDBO

Nei giorni immediatamente successivi alla strage di Parigi siamo stati tutti Charlie Hedbo. Forse eravamo presi dal momento, dallo sconforto, dalla situazione. Portati ad essere solidali ad un così particolare giornale perchè infondo tutto succedeva ad un passo da noi. Nei giorni successivi e fino ad oggi si sono susseguiti però i distinguo. Siamo tutti Charlie Hedbo ma insomma, un pò se la sono cercata, potevano fare diversamente, erano già stati avvisati, bisogna essere un pò fuori per provocare quei pazzi dei musulmani ecc. Ognuno ha voluto dire il suo parere. E vabbè, questo sta nelle cose. Io invece sono ancora Charlie Hedbo. E continuerò ad esserlo. Vale, in questo caso, la stessa cosa per la costruzione di chiese e moschee. Io sono contento quando si costruisce una moschea, perchè qualcuno, che prima non poteva pregare il proprio dio adesso lo potrà fare nel modo che la sua religione auspica. E sono contento pur essendo io un cristiano. E questo funziona perchè io sono libero di scegliere se pregare nella tua moschea o nella mia chiesa. E' semplice come concetto, si chiama pensiero libertario ed è nel DNA dell'Europa. Charlie Hedbo è un giornale ed ha il diritto di scrivere ciò che vuole, così come io, da lettore, ho il diritto di non comprare quel giornale (o se mi piace di comprarlo). Chi ha parlato negli ultimi giorni, compreso papa Francesco con la sua uscita infelice a proposito di offendere sua madre, ha omesso questo particolare che è un fondamentale del concetto liberale occidentale: tu hai il diritto di scrivere ciò che vuoi fino a quando non mi imponi di leggere quello che scrivi. Semplice. Per questo Charlie ha fatto bene a scrivere quello che ha scritto. per questo Je suis Charlie Hedbo....

Nessun commento:

Posta un commento